A Terezin

Foto di Barbara Dell'Orco

Durante gli anni di 1914 – 1918 la fortezza di Terezin è stata la prigione di Gavrilo Princip, che assassinò l’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria e sua moglie il 28 giugno 1914, accendendo la scintilla che portò allo scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Princip morì nella cella d’isolamento numero 1 per tubercolosi, il 28 aprile 1918.

La cittadina di Terezín si trova alla confluenza dei fiumi Labe (Elbe) e Ohře (Eger) a circa 65 km da Praga.
E’ stata fondata alla fine del XVIII secolo come luogo fortificato. Consiste nella Fortezza principale e nella piccola fortezza: il fortilizio che divenne prigione e in seguito un campo di concentramento. Nel 1941 la fortezza principale divenne un ghetto ebraico controllato dai nazisti.
Noi siamo partiti dal centro di Praga per raggiungere Terezin. Un viaggio di soli venti minuti.
La sensazione che si prova nel vedere la scritta “Arbeit macht frei” ossia “il lavoro rende liberi”, è indescrivibile. Nonostante tutti i libri letti o i film che si sono visti l’essere lì, calpestare quella terra, toccare quelle mura suscita brividi che corrono sulla pelle ghiacciandoci.
Abbiamo visto tavolati di legno che erano i letti di centinaia di ebrei; piccole stanze buie, con aperture minuscole per far passare un filo d’aria. E poi le celle, dov’erano rinchiusi …quelli che si ribellavano, una piccola sala utilizzata come infermeria, bagni comuni.
La funzione principale del campo era quella di collettore per le operazioni di sterminio degli ebrei. Propagandisticamente venne presentato come il modello nazista di insediamento per ebrei, ma nella realtà era un campo di concentramento come gli altri, forse peggiore perché dava l’illusione di normalità.
Visitare questi luoghi è stata l’occasione per riflettere, pensare, pregare, e sperare che in futuro fatti come questi non accadano mai più.

Greta Baghin   Classe V E Biologico

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