Notizie archiviate in > Poesia

Senza titolo

Foto di Barbara Dell'Orco

Sento ancora i passi e le urla delle vite rinchiuse qui.

Darei la mia anima per cancellare il loro passato.

I miei occhi toccano le loro prigioni,
non oso allungare la mano: ho paura di portare con me il dolore,
sangue che cola dal mio cuore.

Sento l’odore pungente della morte
portato dal vento gelido che a lungo ha pungolato i poveri corpi scoperti.

Vedo i volti dei loro aguzzini,
ariani algidi e fieri,
assassini dalla bocca ghignante e dalle mani sanguinanti;
non loro il sangue
no,
ma di infiniti bambini, donne, vecchi, uomini,
Ebrei,
tutti figli di un dio che li ha abbandonati,
che ha abbandonato tutti e tutto di Terezìn
perché nemmeno lui ha avuto la forza di amare.

Emma Pellegrini  Classe V B biologico

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Le celle

La Natura è straordinaria.

Persino qui dove tutto è dolore,
persino qui dove la morte è da sempre presente,
le rondini (sue figlie) hanno edificato i loro nidi.

Volano sui macabri tetti
e dentro,
dove il Passato è più Presente,
volano portando vita ai loro piccoli,
cibo migliore di quello passato di là.

La Natura torna a vivere,
il dolore è stato.

Vorrei essere una rondine
ignara leggera libera,

libera di vivere senza l’ancora della Storia.

Emma Pellegrini   Classe V B Biologico

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Per un secondo il respiro si blocca

Per un secondo il respiro si blocca.
Vasto deserto geometrico compresso tra mura, nel grigiore della mattina.

Ora capisci, dal piccolo del tuo mondo, che cosa ti avevano sempre raccontato,
che cosa leggevi senza capire, che cosa capivi senza comprendere.

Torme di pensieri speranze sogni paure,
silenzio e dolore
vivono ancora qui
dove ora cammino io.

Arianna Cozza   Classe V B Biologico

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Novembre

Foto di Linda Parisotto

E’ freddo; senti il vento tra le ossa;
la terra ghiacciata e sopita scrocchia sotto i piedi,
quei piedi, usciti dall’oscurità, camminano,
fucili puntati alla schiena.
Un portico, uno spiazzo, la bocca di un tunnel
stretto, angusto.
Allucinazioni, visioni, un’ombra sulle pareti:
è la morte che ti accompagna, ti aspetta.
Uno spiraglio di luce, l’ultimo che vedrai;
il tunnel è finito.
Ti guardano, ti spingono, sei a terra
in una croce di pietra inzuppata di cremisi.
Alzi gli occhi, vedi un cappio poco distante.
Le vedi, le canne di metallo sulla tua fronte;
guardi negli occhi chi ti sovrasta;
ti chiedi perchè hanno scelto te, perchè non il tuo vicino.
Ma è tardi ormai.
Guardi intorno un’ultima volta, vedi il cielo,
scorgi dei rami spogli, immagini il legno fiorito,
immagini rosse mele che pendono.
Immagini.
E poi, più niente.

Giorgia Rizzotto   Classe V E Biologico

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Grigio

Rannicchiato in un angolo,
abbattendo il freddo
guardando il muro sogno casa,
i fiori, gli alberi, i colori.
Non ci sono più colori qui …
Il grigio inghiotte la vita
Inghiotte il cielo.

Tanti compagni,
tanti visi estranei e familiari:
si potrebbe fare festa.
Invece ci circonda il grigio,
un grigio opprimente
che ti ruba il respiro.

Giulia Cantarella Classe V B Biologico

Foto di Linda Parisotto

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