Deportati

Ripensando all’esperienza vissuta nel campo di concentramento di Mauthausen, mi torna alla mente la poesia “Soldati” di Ungaretti, dove l’autore con pochi versi riesce a descrivere l’incertezza della vita di un militare in battaglia. Allo stesso modo, questa poesia può riferirsi ai deportati di quel campo di concentramento i quali vivevano ogni giorno tra l’angoscia della vita e la speranza di morire a causa dell’invivibile situazione psicologica e fisica a cui erano costretti. I prigionieri, oltre a dover lavorare nella cava di marmo presente nel lager, erano anche il “passatempo” preferito dai soldati nazisti. Questi ultimi si divertivano a farli stare per ore in piedi per l’appello; a sottoporli a docce ghiacciate in pieno inverno, per cui molti morivano assiderati. A volte, nelle giornate piovose venivano fatti stendere per terra, a mo’ di “passerella umana”, per non far sporcare gli stivali ai generali.

Ogni deportato diventava allora come una foglia d’autunno che con un soffio di vento cadeva al suolo per non rialzarsi più.

Chiara Conti, Classe VBbiologico a.s. 2013/14

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