… e l’anima si congela

“La violenza contro le masse, mai potrà eliminare il male” Gandhi

Sono di fronte alle immagini raccolte nel museo adiacente al campo di concentramento di Terezin; incredula e come vuota di pensieri.

Mi colpiscono gli sguardi perduti dei deportati davanti all’obiettivo della macchina fotografica e in particolare quello di una bambina che, stringendo la sua bambola di pezza, gioca.
L’aria che si respira all’interno del campo è intrisa di dolore e di tristezza ma, nelle foto che testimoniano i fatti accaduti, il terrore che riempie gli occhi di quella gente non riesce a cancellare la speranza di trovare una crepa nella crudeltà di carcerieri che sono ancora persone anche se dimostrano disprezzo. Ci sarà qualcuno che avrà provato pietà?
Un silenzio sovraumano segna l’atmosfera ed è proprio questo che accentua la freddezza del campo; sembra quasi in grado di congelare l’anima dei visitatori. L’unico rumore è il battito del nostro cuore.

Martina Bagnara Classe V E Biologico

Foto di Linda Parisotto

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