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La fine più umana (a Terezìn)

Foto di Linda Parisotto

Passo nel lungo corridoio della Morte,

e tra le claustrofobiche mura sento la musica,
le note che accompagnavano l’ennesima vittima
dell’antico simbolo uncinato.

Poi, dopo lungo vagare nella semioscurità,
finalmente la luce.
Ma la marcia non finisce…
Ancora pochi passi … ecco Il doloroso legno
ultimo compagno di molti giusti.
Sento il crepitio della corda tesa allo stremo,
i rantoli secchi della preda,
poi il nulla.

Emma Pellegrini   Classe V B Biologico

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Novembre 1942

Foto di Barbara Dell'Orco

giovedì 10/11/1942
Stamattina ci siamo svegliati con i prati tutti bianchi: la brina alla fine è arrivata e da qualche giorno soffia un vento gelido, di quelli che ti penetrano nelle ossa e ti ghiacciano dentro. I nazisti ci hanno portato dei bacchetti di legno per accendere il fuoco, ma la camerata grande viene appena scaldata dalla piccola stufa. I muri sono gelidi e gli spifferi d’aria tanti. Qui l’inverno è duro e quando nevica e ghiaccia le dita ci diventano blu, anche le unghie, e i nostri vestiti sono sempre bagnati e umidi. Stamattina i nazisti hanno portato via altri cinque di noi dalla camerata. Non ce l’hanno fatta a sopportare gli stenti. Negli ultimi giorni tremavano tutti per la febbre e le ossa quasi spuntavano dalla loro pelle tirata. Tre camerate sono state svuotate stamattina nel nostro cortile… Alcuni dicono che quando si svuotano le camerate si riempiono i treni per Auschwitz, altri dicono che forse la sofferenza allora finisce. Abbiamo ripulito le tre camerate: erano piene di escrementi e di rifiuti e c’erano altri due cadaveri. A pranzo, abbiamo fatto la solita fila per prendere un po’ d’acqua e dei pezzi di patata. Per la fame qui le persone muoiono nel cortile o nel sonno.

venerdì 11/11/1942
Ieri Mosè, il mio amico di camerata, è andato al negozio di vestiti. Ha trovato una vecchia camicia, la stessa che aveva Zeev quando è entrato al campo. E lo stesso è successo a Isaac  che si è ritrovato con i pantaloni di Oswald. Io stesso avrei giurato di aver visto i miei pantaloni addosso ad un altro. I nazisti, quando arriviamo al campo, ci prendono i vestiti e ci danno in cambio una tuta, come quella che si dà ai criminali. Se andiamo al negozio di abbigliamento troviamo gli stessi indumenti che avevamo al nostro arrivo.
Alcuni di noi oggi sono andati a lavorare  nei laboratori; altri, come me, sono andati alla falegnameria per tagliare la legna per le famiglie tedesche rimaste ancora nel ghetto. Sono tornato al cortile mentre il carro dei muli portava via quattro morti. Chissà a chi sarebbe toccato la prossima volta. Nel pomeriggio i nazisti ci hanno detto di esercitarci nel canto e nella musica così ci hanno portati gli strumenti musicali. Frustavano chi non voleva cantare.

sabato 12/11/1942
I nazisti ci hanno svegliati presto e ci hanno portati fuori dal ghetto. Per tutto il giorno siamo andati avanti a saldare e ad attaccare pezzi di binario per la nuova ferrovia. Dicono che arrivi fino a Bohusovice. I nostri compagni avevano cominciato a costruire là e ora sono arrivati fino a Terezin; manca solo l’ultimo pezzo. Al ritorno, verso sera, ci siamo di nuovo accalcati per fare la fila per la cena: dopo un intero giorno di lavoro eravamo affamati, ma alcuni di noi sono rimasti senza cibo perché era finito.

domenica 13/11/1942
Rahamin non aveva mangiato la sera prima, era molto arrabbiato e forse delirante per la febbre. Quando sono arrivati i tedeschi con gli attrezzi per l’allenamento, ha cominciato ad insultarli e a minacciarli. Una delle guardie lo ha preso e lo ha portato fuori dal cortile. Non lo abbiamo più visto ma abbiamo sentito urlare in lontananza. Il giorno dopo era appeso con una corda attorno al collo nella parte alta del cortile, ben visibile a tutti. I nuovi arrivati nel nostro cortile parlano di un tunnel chiamato ‘corridoio dalla morte’ che comincia dall’altra parte del fortilizio e corre sottoterra. Sembra che i nazisti facciano fare ai condannati quel percorso buio fino al patibolo.

lunedì 14/11/1942
Oggi al cortile sono arrivati nuovi compagni; sono andati ad occupare le tre camerate svuotate i giorni scorsi. In compenso oggi ne hanno liberato due di camerate e due ebrei tedeschi sono stati impiccati perché si sono rifiutati di far divertire le guardie. Nella nostra, alcuni sono ancora nei letti di legno, tremanti e deliranti per la febbre. La malattia ormai sta contagiando tutti, ma è la fame che si prende i più deboli. Anche oggi ho lavorato alla ferrovia fino a sera, ho mangiato una zuppa fredda d’acqua e di bucce di qualcosa e sono andato a dormire.

martedì 15/11/1942
Le due camerate svuotate ieri sono già state riempite più o meno da 600 ebrei, non sono riuscito a contarli tutti ma erano tanti. Oggi sono venuti a prendere noi. Ci hanno portati alle docce, poi ci porteranno al treno per chissà quale posto. Sono riuscito a dare il mio diario ad un ragazzino di passaggio  e gli ho chiesto di conservarlo e di completarlo per me: io stavo partendo …

Melissa Morbin Classe V B Biologico

Il testo di Melissa Morbin è letto da Alessandro Danieli, mentre la musica è stata composta appositamente da Eleonora Bresolin

Novembre 1942

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