Il giardino desolato

Foto di Barbara Dell'Orco

Appena varcata la porta bianca e nera di quel “giardino desolato”, ho provato un fastidioso disagio. Mi sembrava di rivivere tutte le emozioni che i reclusi avevano provato in quel posto livido e tetro. Emozioni che percepivo non come un qualcosa di positivo ma piuttosto come una penosa valanga, minacciosa sopra di me. Il cielo si faceva sempre più pesante, come a voler formare una coperta che mi dovesse coprire e opprimere al tempo stesso. Tutto, intorno, appariva più cupo; i colori ricalcavano le tonalità del grigio e del nero.
Tutte queste sensazioni mi hanno accompagnato per l’intera visita a Terezin.
Al termine, la mia mente era affollata di domande, ma nessuna di esse ha ancora avuto una risposta.

Camilla Ferronato Classe V B Biologico

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