La scritta

Foto di Barbara Dell'Orco

La scritta “Arbeit macht frei” colpisce molto. Suscita sensazioni che non si possono provare avendola soltanto letta sulle foto dei libri di Storia.

Nel visitare gli alloggi dove erano stipati i deportati, l’idea che tra loro vi fossero bambini, mette un senso di grande tristezza e di dolore impotente.

E il pensare che questi bambini non abbiano vissuto la loro infanzia nello stesso modo in cui ogni bambino avrebbe diritto di viverla, contribuisce a rendere ancora più “pesante” l’atmosfera.

Viene da chiedersi come sia stato possibile, da parte di uomini apparentemente come tutti gli altri, pianificare l’eliminazione sistematica di una razza.

E si capisce come la preservazione della memoria storica sia un atto dovuto all’Umanità offesa di tutti i tempi.

Alberto Tartaglia  Classe V B Biologico

 

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