Troppo ordine

Personalmente quando ho visto dall’esterno il campo di concentramento di Mathausen ho fatto fatica a pensare ad esso come a un luogo di morte. La giornata era limpida e per chiunque, ignaro delle atrocità commesse al suo interno, il campo sarebbe potuto sembrare una banalissima fabbrica.

Dopo aver varcato un portone d’ingresso ci si trova in una grande piazza, alla fine della quale c’è una grande scalinata che porta al vero e proprio ingresso al campo. Attualmente, l’ingresso è sovrastato da un monumento di pietra bianca, che rappresenta un uomo congelato. Inizialmente non capivo il suo significato, solo dopo la spiegazione della professoressa sono rabbrividita: la statua rappresenta uno dei passatempi preferiti dalle SS, cioè bagnare i deportati con acqua ghiacciata e lasciarli congelare al freddo. Pur sapendo ciò che è successo all’interno di quel luogo e in tanti altri simili, questa è l’unica cosa che mi ha veramente impressionata, perchè mi è quasi sembrato di essere presente nel momento in cui accadeva: troppo ordine e troppa accuratezza nella riedificazione austriaca.
Nonostante la condanna mondiale, c’è chi nega lo sterminio e chi ancora ne attua, dimostrando che quanto è successo altro non è che un’espressione aberrante della natura umana.

 

Mauthausen, Le mura

Mauthausen, Le mura

 

Alice Antoniazzo VBbio., a.s. 2013/14

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