Uno sguardo al passato

Noi che siamo uomini abbiamo il dovere di dare vita alla speranza che, come si dice, è “ultima a morire”. Per fare questo è necessario dare un’occhiata al passato e tornare indietro nel tempo, circa ad una settantina d’anni fa.

Allora, gli uomini “diversi” venivano strappati alla loro umile vita e separati (per sempre) dai loro parenti più stretti per essere rinchiusi in campi di deportazione: qui, venivano trattati peggio delle bestie in quanto dovevano lavorare tutto il giorno stremati dalla fame e afflitti dal persistente gelo invernale. All’interno dei campi di concentramento erano udibili solo le urla minacciose e prepotenti degli aguzzini e le grida di dolore di tutti i deportati che non conoscevano il vero motivo per cui si trovassero lì a subire tali ingiustizie di vita.
Noi che siamo uomini dobbiamo pensare a tutte le persone che sono state rinchiuse nelle camere a gas destinate a morire soffocate o a tutte quelle povere creature nude su cui venivano scagliati getti di acqua gelida in pieno inverno solo per divertimento o per dispetto.
Potrebbe tutto questo prendere il nome di “vita”? Assolutamente no. Tutto ciò è solamente ingiustizia.
Quello che dobbiamo riuscire a fare è guardare il passato e metterci bene in testa che errori brutali come quelli di 70 anni fa non devono mai più essere commessi da nessuno ai danni di nessun altro. E dobbiamo guardare il futuro con un sorriso stampato in faccia e pensare solo a cose positive. Solo noi possiamo modificare la vita e la realtà e dobbiamo farlo nel modo giusto.
In memoria di tutti quegli innocenti caduti, non dimentichiamo il passato e riflettiamo.

Valentina Doppieri, Classe VBbiologico a.s. 2013/14

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